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OpenAI lancia i dots: cosa cambia per chi sviluppa
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Cosa sono i dots e perché se ne parla
OpenAI ha presentato i dots, agenti AI che vivono nel cloud, parlano tra loro e usano un proprio computer per lavorare in background. Secondo Simone Rizzo non sono una novità: esistono già Open Claw, Hermes agent e Grokbot, e Meta sta lavorando a un agente chiamato Muse.
Il creator sostiene che si tratti di una copia di Grokbot. Racconta anche un episodio: Elon Musk avrebbe comprato il dominio dots.com per 15-20 milioni, e ora cercandolo su Google si finisce su Grokbot. Per Rizzo è una mossa furba per sfruttare la pubblicità di OpenAI.
Il punto per chi legge: gli agenti cloud non nascono oggi, ma l'arrivo di OpenAI li porta a un pubblico molto più ampio.
Non disponibili in Europa, ma Codex va nel cloud
Un limite concreto: secondo il creator i dots non sono ancora disponibili in Europa, solo negli Stati Uniti. È un pattern ricorrente, legato alla burocrazia europea, dice.
La parte più interessante per chi sviluppa riguarda Codex nel cloud. Non serve più tenerlo sul proprio computer: puoi accedere da telefono e far sviluppare codice ed eseguire test sulle macchine di OpenAI. Codex è diventato compatibile anche con Linux, prima c'erano solo macOS e Windows.
OpenAI ha poi spinto sulla sicurezza degli agenti di coding, creando un harness in cloud più protetto. La motivazione citata sono le notizie di agenti usciti dalla sandbox e finiti a fare danni.
Login con ChatGPT: chi paga i crediti
La novità che Rizzo definisce la più bella: puoi creare la tua piattaforma e far fare agli utenti il login con ChatGPT. Così ogni utente usa il proprio piano di abbonamento e i propri crediti, senza che tu debba coprire il costo del loro consumo.
Tra i primi partner citati ci sono Vercel e altri software open source. Il modello cambia: non paghi più le chiamate API degli utenti finali.
Attenzione però: questo vale per chi costruisce prodotti sopra ChatGPT. Per chi usa gli strumenti, significa solo che alcuni servizi potrebbero chiederti l'accesso con il tuo account OpenAI invece di una registrazione separata.
GPT-6.1 Sol e la modalità ultra fast
OpenAI ha rilasciato GPT-6.1 Sol insieme a GPT-6 Luna e Terra, in risposta a Opus 5.5 e Sonnet 5.5 di Anthropic. Secondo Rizzo il 6.1 Sol batte GPT-6 Sol in intelligenza e si avvicina ad Astra costando meno per attività.
Il creator nota un trend strano: il modello con sforzo max risulta meno intelligente e più costoso di quello con sforzo alto. Lo ha visto anche su Opus 5.5 e Sonnet 5.5. Il suo consiglio è fare budgeting di reasoning decenti invece di moltiplicare i livelli.
Con GPT-6.1 Sol arriva anche la modalità ultra fast, che secondo Rizzo scrive a 300 token al secondo, circa 8 volte più veloce.
Costi, token e il paradosso della coperta corta
Sui prezzi, Rizzo cita 20 dollari in output per token per un modello, il doppio rispetto a OpenAI. Dice di non riuscire a raggiungere il limite di token con Opus 5.5 e Sonnet, mentre il piano su GPT-6.1 Sol si esaurisce facilmente.
Il suo punto centrale: abbassare i costi e aumentare la velocità non basta. Con i dots, più agenti scrivono e si scambiano token tra loro. Il consumo complessivo sale anche se il prezzo per token scende.
La definisce una coperta corta: abbassi il costo ma aumenti l'utilizzo. Per chi paga a consumo, il risparmio unitario può non tradursi in un risparmio reale.
Plugin e il giudizio finale del creator
OpenAI spinge sul marketplace dei plugin: app che cambiano l'interfaccia di ChatGPT, come Adobe usato direttamente dentro l'app. Secondo Rizzo si apre un nuovo modello di business, dove non crei più una web app ma un plugin pubblico dentro OpenAI.
Il suo giudizio sul Dev Day è tiepido. Gli è piaciuta la variante di Jev e il login con l'abbonamento. La demo invece è stata un fallimento: l'audio continuava a cadere e le funzionalità non si sono viste a pieno.
Sui dots è netto: per lui sono una replica di Grokbot, che replica Hermes agent, che replica Open Claw. Lato innovativo non ci sarebbe nulla, solo produttivizzazione. Con oltre 1,2 miliardi di utenti settimanali, però, l'impatto resta alto.
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Fonte: il video di Simone Rizzo
- https://www.youtube.com/watch?v=nBLD-ALKHrU&t=0s
- https://www.youtube.com/watch?v=nBLD-ALKHrU&t=280s
- https://www.youtube.com/watch?v=nBLD-ALKHrU&t=597s
- https://www.youtube.com/watch?v=nBLD-ALKHrU&t=858s
- https://www.youtube.com/watch?v=nBLD-ALKHrU&t=1102s
- https://www.youtube.com/watch?v=nBLD-ALKHrU&t=1357s
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